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Gonna
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top
La mweggonna è un capo di abbigliamento costituito da un elemento di tessuto che avvolge la parte inferiore del corpo, generalmente fissato alla vita, e destinato a coprire parzialmente o totalmente le mwewgambe. Diffusa in numerose culture fin dall’antichità, è stata storicamente indossata sia da uomini sia da donne, assumendo nel tempo connotazioni prevalentemente femminili in molte società contemporanee. Dal punto di vista strutturale, la gonna può presentarsi in forma tubolare o conica e può essere realizzata a partire da un unico pezzo di tessuto oppure mediante l’assemblaggio di più pannelli. Le varianti comprendono modelli semplici, come quelli ottenuti da un drappo avvolto, e modelli più complessi caratterizzati da cuciture, pieghe, arricciature e applicazioni decorative. Un elemento distintivo è la lunghezza, che varia considerevolmente: può estendersi dalla parte superiore della coscia fino al ginocchio, al polpaccio o alla caviglia. Le gonne di maggiore lunghezza possono includere spacchi per agevolare il movimento o prolungarsi fino a sfiorare il suolo, talvolta con la presenza di uno strascico.
I materiali impiegati per la realizzazione delle gonne sono estremamente vari e comprendono sia fibre naturali sia sintetiche, tra cui mwfqviscosa, mwfgjersey e mwfwdenim. La scelta del tessuto è generalmente correlata a fattori funzionali ed estetici, nonché alle condizioni climatiche. Nella stagione estiva si prediligono tessuti leggeri e traspiranti, che favoriscono la ventilazione e il mwgacomfort termico pur garantendo un’adeguata copertura del corpo. Al contrario, nei mesi invernali sono diffuse gonne realizzate in materiali più pesanti e isolanti, come il velluto, idonei a trattenere il calore corporeo e a proteggere dal freddo. In tali contesti, l’abbinamento con calzature alte, quali gli stivali, contribuisce ulteriormente alla protezione dagli agenti atmosferici.
Nelle società occidentali, l’uso diffuso di gonne e abiti femminili caratterizzati da una linea ampia nella parte inferiore ha storicamente influenzato anche la progettazione di alcuni oggetti d’uso quotidiano. In particolare, tale consuetudine ha contribuito allo sviluppo del mwggtelaio di bicicletta cosiddetto “a scavalco ribassato” (tradizionalmente definito “da donna”), progettato per agevolare la salita e la discesa dal mezzo senza richiedere ampi movimenti della gamba.cite-ref-1[1]
Contents
• Note
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Evoluzione
L'antichità
La gonna nell'antichità era un indumento indossato da entrambi i sessi. Le testimonianze più antiche risalgono al periodo delle mwiwciviltà mesopotamiche. I mwjakaunakès erano delle gonne a balze, più o meno lunghe e realizzate con la pelle degli ovini. Nel mwjqperiodo egizio gli uomini si vestivano con un corto panno di lino che partiva dall'ombelico e poteva avere diverse lunghezze detta mwjgpano. I mwjwfaraoni e i nobili indossavano una versione più evoluta del pano, chiamato mwkaskentis, che era confezionato con tessuti più pregiati e decorati. Le mwkqdonne cretesi indossavano lunghe gonne a campana stratificate e sorrette da giunchi a cui si univa un corsetto aderente che lasciava scoperto il seno. Nell'mwkgepoca greca e mwkwromana le persone di entrambi i sessi si vestivano in modo simile, indossavano un mwlapeplo attorno ai fianchi e una mantella che avvolgeva tutto il corpo.
Il Medioevo
Dopo la mwlwcaduta dell'Impero romano d'Occidente, la gonna venne sostituita dalla mwmatunica fino all'mwmqAlto Medioevo. Le donne, gli imperatori e il clero stratificavano le tuniche, mentre gli uomini indossavano dei mwmgcalzoni, adatti alla vita militare. Fino al 1400 la sottana veniva identificata come indumento unico, solo alla fine del Rinascimento questa veste si divise in mwmwcorsetto e sottana.
Il Rinascimento e il 1600
A partire dal 1500, le persone iniziarono a indossare abiti distinti in base al sesso, e le gonne mutarono notevolmente tra le diverse nazioni e culture. La nobiltà veniva ritratta con gonne preziose e voluminose, simbolo di supremazia sociale, ma che ne limitavano i movimenti. Le gonne potevano assumere diverse forme: a cono, a cupola, a tamburo o a campana. Il costume popolare, invece, privilegiava gonne semplici, generalmente arricciate in vita e lunghe fino al polpaccio o poco più. In Spagna, tuttavia, le gonne avevano una struttura più complessa, sostenuta da diversi cerchi rigidi chiamati verdugos. Questi erano cuciti all’esterno della gonna e foderati con tessuti a contrasto rispetto al fondo, creando effetti visivi particolari. Nel 1600, la mwngsottana cominciò ad ammorbidirsi grazie alla sovrapposizione di tessuti, sollevati sui fianchi per creare uno strascico la cui lunghezza indicava il rango della dama. Solo verso la fine del secolo apparve la “gonna” vera e propria, definita jupe nei dizionari francesi. Durante il secolo dei Lumi, l’abito continuò ad alleggerirsi: la gonna era abbinata al carcao, sostenuto dal panier, una struttura a cerchio realizzata in mwnwvimini, che conferiva volume senza appesantire il movimento.
La rivoluzione francese
All'apice della mwogrivoluzione il rigonfiamento delle sottane si spostò dai fianchi sul dietro tramite il sellino. La linea si semplificò e il corsetto abbinato a questa gonna assomigliava sempre di più al mwowfrac indossato dagli uomini. Anche diversi accessori da uomo venivano utilizzati dalla donna come i mwpaguanti, il mwpqbastone e il mwpgcappello a cilindro.
L'epoca vittoriana
Dal mwqq1820 la gonna assunse una forma a campana e la silhouette diventò a clessidra o a triangoli contrapposti. Nel corso degli anni le dimensioni di questo indumento aumentarono sempre di più fino al mwqg1860 quando la gonna raggiunse la massima ampiezza, definita a mongolfiera. Questo volume veniva dato dalle crinoline, delle strutture di acciaio indossate con diverse sottane e mutandoni di pizzo. Alla fine del secolo, la mwqwcrinolina passò di moda e il volume tornò nuovamente sul lato posteriore della gonna.
Fine del 1800 e inizio del 1900
Tra la fine dell'800 e l'inizio del 1900, i mwrgmovimenti di emancipazione femminile trasformarono notevolmente l'abbigliamento delle donne: i volumi diventarono sempre più contenuti e le decorazioni scomparvero. All’inizio del XX secolo, le gonne presentarono una notevole varietà di forme e lunghezze, arricchendosi di elementi decorativi quali balze, pieghe e passamanerie. Un cambiamento significativo si verificò con la diffusione del mwrwtailleur, completo femminile composto da due pezzi coordinati: una giacca dal taglio ispirato all’abbigliamento maschile e una gonna, generalmente svasata, realizzate nello stesso tessuto o colore. Questo tipo di abito contribuì ad ampliare le occasioni d’uso dell’abbigliamento femminile, rendendolo più pratico e versatile. Nel corso del primo decennio del secolo, lo stile della gonna risentì anche dell’influenza di modelli ispirati a culture orientali e andò progressivamente semplificandosi, con una riduzione o eliminazione delle strutture interne rigide precedentemente utilizzate per modellarne la forma.
Gli anni 1920 e il primo dopoguerra
Negli anni 1920 la gonna subì una trasformazione significativa, destinata a caratterizzare l’intero decennio: la lunghezza si ridusse progressivamente fino al ginocchio, mentre la precedente silhouette femminile a “S” venne abbandonata a favore di una figura più lineare e mwsgandrogina. In questo contesto, mwswCoco Chanel contribuì in modo determinante al rinnovamento dell’abbigliamento femminile, proponendo linee essenziali e tessuti ispirati al guardaroba maschile, pur mantenendo elementi di eleganza e femminilità. La diffusione del taglio di capelli “à la garçonne” si inserì in questa più ampia tendenza verso uno stile sobrio e moderno. Tra le innovazioni più rilevanti vi fu l’introduzione di completi coordinati in jersey, materiale fino ad allora poco utilizzato nell’alta moda, composti da gonne a pieghe abbinate a cardigan o pullover, adattabili a diverse occasioni d’uso.
Il secondo conflitto mondiale
In Europa, nei paesi coinvolti nei conflitti del XX secolo, la moda assunse un ruolo secondario rispetto alle esigenze pratiche, e l’abbigliamento si adattò alla scarsità di materiali disponibili. In tale contesto si diffuse il riutilizzo e la trasformazione di capi preesistenti, al fine di prolungarne l’impiego. Parallelamente, emersero soluzioni funzionali più adatte a uno stile di vita reso più impegnativo e dinamico dalle circostanze belliche. Tra queste si affermò la gonna-pantalone, concepita per garantire maggiore libertà di movimento pur mantenendo un aspetto conforme ai codici dell’abbigliamento femminile dell’epoca.
Il secondo dopoguerra
A partire dal secondo dopoguerra, la gonna assunse progressivamente caratteristiche riconducibili a quelle dell’abbigliamento contemporaneo. Un momento decisivo fu rappresentato dal 1947, quando mwuaChristian Dior presentò il cosiddetto mwuqNew Look, destinato a esercitare una profonda influenza sulla moda dell’epoca. Questo stile prevedeva gonne ampie, a corolla e spesso arricchite da pieghe, caratterizzate da un significativo volume. L’impostazione del New Look mirava a enfatizzare la silhouette femminile attraverso l’accentuazione del punto vita, reso particolarmente sottile, e l’ampliamento di fianchi e busto, talvolta ottenuto anche mediante l’uso di strutture interne e imbottiture. Le lunghezze tornarono a estendersi fino al polpaccio o, nelle occasioni più formali, fino a sfiorare il suolo. In parziale contrapposizione a questa estetica, nel 1954 Coco Chanel propose un modello di eleganza più sobrio e funzionale, introducendo il cosiddetto mwugtailleur Chanel: un completo coordinato composto da giacca e gonna, generalmente nello stesso tessuto o colore, concepito per garantire comfort, praticità e libertà di movimento, senza rinunciare all’eleganza.
Gli anni 1960
Gli anni 1960 furono caratterizzati da profondi mutamenti sociali e culturali, segnati da movimenti di contestazione giovanile e dalle rivendicazioni per i mwvqdiritti civili e l’emancipazione femminile. In questo contesto si affermò uno dei capi più emblematici del decennio: la mwvgminigonna. La sua diffusione è comunemente associata alla stilista britannica mwvwMary Quant, che contribuì a renderla popolare nella moda occidentale. Caratterizzata da una lunghezza ridotta, generalmente al di sopra del ginocchio, e da linee semplici e geometriche, la minigonna suscitò ampio dibattito, venendo interpretata sia come simbolo di modernità e libertà, sia come elemento controverso rispetto ai codici di abbigliamento tradizionali. Parallelamente, nello stesso periodo si sviluppò la mwwacultura hippy, che propose un’estetica alternativa in opposizione al rigore formale della moda dominante. In tale ambito si diffusero gonne lunghe, morbide e fluide, spesso arricchite da arricciature, frange e motivi decorativi ispirati a tradizioni extraeuropee, in particolare africane, indiane e latinoamericane. L’uso di tecniche come il mwwqpatchwork e di stampe dall’aspetto artigianale contribuì a valorizzare l’unicità del capo e a esprimere un rifiuto degli standard estetici convenzionali.
Gli anni 1970 e successivi
Negli anni 1970 la moda femminile registrò un crescente interesse per stili mwxaunisex e casual, nei quali i pantaloni, in particolare i mwxqjeans, acquisirono un ruolo centrale. Pur restando parte integrante del guardaroba femminile, la gonna veniva spesso riservata a contesti più formali o professionali. In ambito lavorativo, le donne che indossavano gonne potevano comunque trovarsi a confrontarsi con ambienti caratterizzati da una cultura ancora prevalentemente maschile.
Il mwxwpower dressing è uno stile di abbigliamento da lavoro popolare tra le donne lavoratrici tra la fine degli anni '70 e gli anni '80, che consisteva nell'affermare la propria autorità in un ambiente professionale e politico tradizionalmente dominato dagli uomini. Tra le figure pubbliche associate al power dressing figurano mwyaMargaret Thatcher, mwyqHillary Clinton e mwygMichelle Obamacite-ref-2[2].
Dagli anni 80 in poi, le gonne hanno mantenuto un ruolo stabile nella moda femminile, con una grande varietà di modelli, tessuti e lunghezze disponibili. Negli anni 90 e 2000, la moda introdusse una gamma sempre più ampia di lunghezze e stili: dalla minigonna giovanile e ribelle, alle gonne midi eleganti fino alle maxi lunghezze ispirate al mwaaboho-chic.
La scelta del tipo di gonna è oggi determinata principalmente da preferenze personali, comodità e contesto d’uso, senza vincoli rigidi imposti dalla società.
Caratteristiche
Nella mwcqcultura occidentale, la gonna è un tipico indumento femminile e di solito riservato alle donne. Esistono comunque delle eccezioni, come il mwcgkilt mwcwscozzese, tradizionalmente maschile, nonché gonne per uomini presentate da alcuni mwdastilisti.
Nella sua versione più semplice, una gonna è un semplice drappo, cioè un tessuto in un unico pezzo, per esempio come un mwdgpareo, ma la maggior parte delle gonne assume una forma particolare attorno al corpo, ottenuta con mwdwcuciture, mweaimbastiture e pieghe. Tra le lunghezze di gonna più diffuse vi sono quelle che raggiungono o superano di poco il ginocchio, poiché risultano pratiche e versatili. Questo tipo di capo offre una copertura adeguata del corpo mantenendo al contempo libertà di movimento. Anche le minigonne continuano a essere un elemento presente nella moda contemporanea, caratterizzate da linee corte e snelle che accentuano la gamba. La loro lunghezza ridotta richiede una certa attenzione nei movimenti, ma costituisce uno stile distintivo e riconoscibile.
Le gonne possono essere realizzate in un’ampia varietà di tessuti, la cui scelta dipende da fattori quali la stagione, l’occasione d’uso e le preferenze individuali. Per eventi formali o cerimonie, sono disponibili completi coordinati, come i tradizionali tailleur, in diversi tessuti e stili eleganti. In estate si prediligono materiali leggeri come il lino, mentre per le stagioni intermedie o invernali sono comuni tessuti più caldi, come il cotone, la lana o il velluto. Per un uso quotidiano o informale, le gonne possono essere realizzate in materiali di varia natura, tra cui viscosa, jersey o denim. La viscosa, in particolare, rappresenta un tessuto versatile utilizzabile in diverse stagioni. Nella stagione estiva sono diffuse gonne in tessuti leggeri e traspiranti, che favoriscono comfort e libertà di movimento, mentre in inverno prediligono materiali più caldi, come lana o velluto, spesso abbinate a calzature alte per proteggere le gambe dagli agenti atmosferici.
Storicamente, sono esistite gonne di ogni lunghezza, da quelle di alcune nobildonne del Medioevo che avevano un diametro di oltre tre metri, alle mwgaminigonne degli mwgqanni Sessanta in uso ancora oggi. Una misura comune è al ginocchio o appena sopra. Le gonne più lunghe presentano uno mwggspacco come elemento stilistico e per facilitare i movimenti di chi le indossa.
Sia in Europa sia in America, le gonne sono indossate da donne di ogni età e in contesti diversi, come alternativa ai pantaloni. In alcune professioni o ambienti di lavoro, le donne possono preferire la gonna per motivi di stile o per uniformarsi a codici di abbigliamento formali, senza che ciò comporti vincoli specifici. In generale, la scelta tra gonna e pantaloni è determinata da considerazioni pratiche, comfort e convenzioni aziendali: i pantaloni risultano più adatti a lavori che richiedono libertà di movimento o attività manuali, mentre la gonna viene impiegata nei contesti più formali o rappresentativi.
La gonna è anche indossata principalmente nelle occasioni formali, come cene, matrimoni e cerimonie. Nei paesi a clima freddo, talvolta si fa eccezione a questa regola nei mesi più rigidi. In alcuni Paesi dell'mwiaAfrica, del mwiqMedio Oriente e dell'mwigAmerica centrale e mwiwmeridionale, la cultura tradizionale considera inappropriato che le donne indossino i pantaloni.
Tipologie
Esistono numerosi tipi di gonne, che variano in base alla moda, all’età della persona, alla conformazione corporea e all’occasione d’uso. La scelta del modello può tenere conto di proporzioni e comfort, così come delle esigenze estetiche e funzionali legate al contesto in cui la gonna viene indossata.
• La mwlaminigonna è un capo di abbigliamento femminile caratterizzato da una lunghezza molto ridotta, generalmente al di sopra del mwlqginocchio, concepito per lasciare scoperte gran parte delle gambe. Realizzata con quantità limitate di tessuto, può presentarsi in diverse varianti di taglio, materiale e stile, adattandosi sia alla moda casual sia a contesti più eleganti. La sua diffusione su larga scala risale agli anni Sessanta del XX secolo, quando venne resa popolare dalla stilista britannica mwlgMary Quant, diventando un simbolo di innovazione stilistica e di cambiamento culturale legato all’emancipazione femminile e alla rivoluzione dei costumi dell’epoca.
• La gonna a portafoglio è un modello caratterizzato dalla chiusura a sovrapposizione di due lembi di tessuto, fissati tramite bottoni, laccetti o fibbie, che permettono di adattare la vestibilità alla circonferenza della vita. Generalmente, uno dei lembi viene fatto passare sopra l’altro e fissato sul fianco, mentre l’estremità superiore può essere ulteriormente ancorata per garantire stabilità. Questo tipo di gonna può essere realizzato in diverse lunghezze, dal corto al lungo. Un modello tradizionale di gonna a portafoglio è il mwnqkilt, indossato sia da uomini sia da donne. Le principali differenze tra la versione maschile e quella femminile riguardano la larghezza delle cinghie e il lato di chiusura: tradizionalmente i kilt maschili si chiudono sul lato sinistro, mentre quelli femminili sul lato destro. Entrambe le varianti possono prevedere una spilla o un fermo nella parte inferiore per mantenere chiuso il capo e impedire l’apertura involontaria.
• La gonna a pantalone, un pantaloncino con staccato al fianco destro un pezzo di stoffa che va a chiudersi nel fianco opposto, nello stesso modo della chiusura della gonna a portafoglio. Variano le lunghezze, ma sono generalmente piuttosto corte.
• La gonna a campana è un modello caratterizzato da una sagoma ampia e svasata, che di solito supera il ginocchio. La sua denominazione deriva proprio dalla forma che assume quando il tessuto si apre, simile a una campana. Questo tipo di gonna è spesso realizzato in materiali fluidi o strutturati che ne accentuano l’ampiezza e viene generalmente abbinato a calzature basse, per garantire comfort e stabilità nei movimenti.
• La longuette è una gonna la cui lunghezza supera il ginocchio. Ha una lunghezza particolare che lascia le gambe coperte, e mette in risalto le scarpe.
• La gonna da uniforme è caratterizzata da un taglio corto, presenta delle pieghe nel modello classico. Creata per essere utilizzabile per attività sportive, mantiene comunque una linea fine e indossabile in contesti di diverso livello di formalità. Utilizzata nella divisa di alcune università straniere alle volte può mostrare un motivo a quadri.
• La gonna a palloncino è di media-corta lunghezza, caratterizzata da un rigonfiamento che la rende larga sui fianchi mettendo in mostra la gamba a partire da sopra il ginocchio. Spesso utilizzata per nascondere fianchi e cosce importanti.
• La gonna a ruota è aderente ai fianchi e si allarga sulle gambe. Adatta a qualsiasi tipo di corporatura, presenta piegature cucite a partire dalla vita simili al modello classico della gonna da uniforme.
• Il mwpqsarong è una gonna unisex di origine malese. Alcuni modelli di questo tipo di gonna sono utilizzabili anche come abito in quanto possono essere spostati e adattati al collo o ad altezza fianchi in pochi secondi. Realizzata da sottili teli in mwpgcotone o mwpwseta, in Africa viene chiamata con il nome di kanga nell'opzione femminile o kikoi in quella maschile.
• La gonna a fazzoletto o gonna a tulipano è formata da due strati di tessuto di lunghezza diversa, che andando a sovrapporsi, creano una linea obliqua al centro, ricreando dunque la forma dei petali di un fiore.
• La gonna a sirena è stretta alla vita, e si allarga sulle cosce per poi stringersi ad altezza ginocchio. La gonna successivamente si apre in modo omogeneo, creando la forma della coda di un pesce.
• La gonna a balze è di lunghezza variabile che presenta piegature orizzontali per tutta la lunghezza. Differenziata dalla gonna a pieghe per l'orientamento delle stesse. Solitamente realizzata in cotone o in materiali più pesanti se corta.
• La gonna a-line è piccola in vita e si estende verso l'esterno all'estremità inferiore della gonna.
• La gonna asimmetrica ha lunghezze diverse tra un lato e l’altro.
• La gonna a bolle è gonfiata sull'orlo che dà la somiglianza delle bolle.
• La gonna a manico di scopa è lunga e pieghettata dalla vita fino all'orlo.
• La gonna a cerchio è corta con bottoni ed è anche usata dai ballerini.
• La gonna svasata sporge all'orlo e si muove e scorrono mentre uno si muove.
• La gonna a vita alta è più ampia rispetto ad altri tipi di gonne e può essere sia corta che lunga.
• La gonna a più livelli ha diversi strati cuciti uno sull'altro.
Gonne maschili
Esistono molti abiti maschili che comprendono una gonna o comunque una forma a tunica, tra i quali il mwvqkimono giapponese, il mwvgcheongsam cinese e il mwvwdeshdasheh (o thobe) arabo.
In Europa, gli esempi più famosi sono il mwwqkilt scozzese, il sarong (mostrato nelle gonne femminili e la mwwgfustanella albanese e greca.
Inoltre, abiti a tunica sono indossati da appartenenti agli ordini religiosi. Esempi di questo sono la tonaca dei preti mwxacattolici e il saio di molti ordini monastici.
Come accadeva per il pantalone femminile fino a qualche decennio fa, anche la gonna indossata dagli uomini è tuttora oggetto di forti pregiudizi, spesso associati a mwxgstereotipi legati all’mwxwomosessualità e all’mwyaomofobia. Tuttavia, se il pantalone risulta più pratico in determinate situazioni (come andare a cavallo o camminare nei boschi) la gonna può offrire maggiore comodità, soprattutto durante le passeggiate estive in città. Proprio per questo motivo, negli ultimi anni sono state avviate diverse iniziative volte a promuovere l’uso della gonna anche tra gli uomini.
Note
cite-note-11. ↑ mw0amw0qmw0gJack Taylor, su mw0wwww.blackbirdsf.org. mw1aURL consultato il 17 marzo 2026.
cite-note-22. ↑ mw2a(mw2qmw2gEN) mw2wmw3aDressing the Iron Lady, su mw3qwww.stylist.co.uk, 5 gennaio 2012. mw3gURL consultato il 19 marzo 2026.
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